domenica 26 ottobre 2014

Aforismi Belli Gabriel Garcia Marquez

Aforismi Belli Gabriel Garcia Marquez

I 13 Spunti per la Vita

1 - Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sono con te.
2 - Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti farà piangere.
3 - Il fatto che una persona non ti ami come tu vorresti non vuol dire che non 
ti ami con tutta se stessa.
4 - Un vero amico è chi ti prende per la mano e ti tocca il cuore.
5 - Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che non l'avrai mai.
6 - Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso.
7 - Forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo.
8 - Non passare il tempo con qualcuno che non sia disposto a passarlo con te.
9 - Forse Dio vuole che tu conosca molte persone sbagliate prima di conoscere la persona giusta, in modo che, quando finalmente la conoscerai, tu sappia essere grato.
10 - Non piangere perché qualcosa finisce, sorridi perché è accaduta.
11 - Ci sarà sempre chi ti critica, l'unica cosa da fare è continuare ad avere fiducia, stando attento a chi darai fiducia due volte.
12 - Cambia in una persona migliore e assicurati di sapere bene chi sei prima di conoscere qualcun'altro e aspettarti che questa persona sappia chi sei.
13 - Non sforzarti tanto, le cose migliori accadono quando meno te le aspetti.

Gabriel Garcia Marquez
1927 - 2014






Aforismi Celebri Gabriel Garcia Marquez

Aforismi Celebri Gabriel Garcia Marquez

Il domani non è assicurato a nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l'ultimo giorno che vedi coloro che ami. Perciò non aspettare più, fallo oggi, perché se il domani non dovesse mai arrivare, sicuramente lamenterai il giorno che non hai preso tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio, e che sarai stato troppo occupato per concedere un ultimo desiderio.

Gabriel Garcia Marquez
1927 - 2014




Aforismi Famosi Gabriel Garcia Marquez

Aforismi Famosi Gabriel Garcia Marquez

Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo, direi "ti amo" e non darei scioccamente per scontato che già lo sai.

Gabriel Garcia Marquez
1927 - 2014




Frase Bellissima Gabriel Garcia Marquez

Frase Bellissima Gabriel Garcia Marquez

Ti amo non per chi sei tu, ma per chi sono io quando sto con te.

Gabriel Garcia Marquez
1927 - 2014




sabato 25 ottobre 2014

Citazione Bellissima Gabriel Garcia Marquez

Citazione Bellissima Gabriel Garcia Marquez

Nessuno merita le tue lacrime, e chi le merita non te le farà mai versare.

Gabriel Garcia Marquez
1927 - 2014




venerdì 24 ottobre 2014

Il Califfo e l'Elefante

IL CALIFFO E L'ELEFANTE

Un tempo, in un paese dell'Arabia, regnava un califfo molto saggio. 

Egli era rattristato dall'ottusità dei suoi ministri e dalla loro mente ristretta. 

Un giorno li chiamò a sé e chiese loro di radunare persone cieche dalla nascita che non avessero mai visto un elefante. 

Dopo qualche tempo i ministri tornarono con al seguito alcuni ciechi cresciuti in piccoli villaggi tra le montagne che non avevano mai sentito parlare di elefanti.

Il califfo fece entrare un grosso elefante e chiese ai ciechi "Mi sapreste dire che cosa è un elefante?"
"No, mai sentita questa parola", risposero i ciechi. "Ebbene, davanti a voi c'è un elefante: toccatelo, cercate di comprendere di cosa si tratta" disse il califfo.

Un cieco che stava toccando da cima a fondo una zampa, esclamò soddisfatto: "L'elefante è una colonna!".
"No, è una tromba!" disse il cieco che aveva toccato la proboscide.
"Niente affatto, è una corda!" esclamò chi aveva toccato la coda.
"Ma no, è un grosso ventaglio" ribattè chi aveva toccato l'orecchio.
"Vi sbagliate tutti: è un grosso pallone gonfiato!" urlò il cieco che aveva toccato la pancia.

Tra loro c'era il più grande scompiglio e disaccordo perché ciascuno, pur toccando soltanto una parte, credeva di conoscere l'intero elefante. Allora, il saggio califfo si rivolse ai suoi ministri: "Chi non si sforza di avere della realtà una visione più ampia, ma si accontenta degli aspetti separati e parziali senza metterli in relazione tra loro, si comporta come questi ciechi. Potrete conoscere a fondo tutte le rughe della zampa dell'elefante, ma non saprete mai che cos'è veramente un elefante".

La nostra percezione della realtà è sempre molto limitata:
ricordiamocene e cerchiamo di mantenere una mente aperta!

Tratto dal Web


I Tre Figli

I TRE FIGLI

Tre donne andarono alla fontana per attingere acqua. Presso la fontana, su una panca di pietra, sedeva un uomo anziano che le osservava in silenzio ed ascoltava i loro discorsi.
Le donne lodavano i rispettivi figli.

"Mio figlio" -diceva la prima- "è così svelto ed agile che nessuno gli sta alla pari".

"Mio figlio" -sosteneva la seconda- "canta come un usignolo. Non c'è nessuno al mondo che possa vantare una voce bella come la sua".

"E tu, che cosa dici di tuo figlio?" chiesero alla terza, che rimaneva in silenzio.

"Non so che cosa dire di mio figlio" rispose la donna. "È un bravo ragazzo, come ce ne sono tanti. Non sa fare niente di speciale..."

Quando le anfore furono piene, le tre donne ripresero la via di casa. Il vecchio le seguì per un pezzo di strada. Le anfore erano pesanti, le braccia delle donne stentavano a reggerle.

Ad un certo punto si fermarono per far riposare le povere schiene doloranti.

Vennero loro incontro tre giovani. Il primo improvvisò uno spettacolo: appoggiava le mani a terra e faceva la ruota con i piedi per aria, poi inanellava un salto mortale dopo l'altro.

Le donne lo guardavano estasiate: "Che giovane abile!"

Il secondo giovane intonò una canzone. Aveva una voce splendida che ricamava armonie nell'aria come un usignolo.

Le donne lo ascoltavano con le lacrime agli occhi: "è un angelo!"

Il terzo giovane si diresse verso sua madre, prese la pesante anfora e si mise a portarla, camminando accanto a lei.

Le donne si rivolsero al vecchio: "Allora che cosa dici dei nostri figli?"

"Figli?" esclamò meravigliato il vecchio. "Io ho visto un figlio solo!"

Tratto dal Web